IL CONTESTO

Ogni giorno siamo bombardati da messaggi pubblicitari. Quante volte abbiamo sentito questa espressione? Te lo dico io: TROPPE.
Non perché non sia vera, ma perché imposta nella nostra testa due concetti orribili: uno conscio e uno inconscio.

Partiamo dalla fine: l’espressione “bombardati” per quanto renda bene l’idea, non descrive la realtà. È una metafora. Ed è una metafora bellica, che ci predispone inconsciamente alla lotta o al doverci difendere. Non lo dico io, lo dice George Lakoff, che ti invito ad approfondire con la lettura del suo “Non pensare all’elefante!” .
Ecco, ora associamo l’idea di guerra e bombardamenti al concetto di messaggio pubblicitario… Non ne esce proprio bene, poverino.

Ora facciamo un gioco: se dico (anzi, in questo caso scrivo) la parola “Pubblicità” in quanti pensano a 1) qualcosa di invadente e fastidioso? E in quanti, invece, pensano a 2) tecniche di storytelling evolute e ottimizzate?
Credo che solo chi fa mestieri collegati alla pubblicità, al marketing e alla comunicazione possano aver pensato alla seconda categoria. La maggioranza si è sicuramente schierata (continua la metafora militare) con la prima fazione.

Questo è il contesto culturale nel quale ci troviamo e dal quale parto a raccontarti in questo nuovo articolo del Blog: “La nuova immagine di Helios Games”.


IL CONTENUTO

Il collettivo Helios Games è nato nel 2016 quando gli intenti con il mio precedente gruppo di lavoro (il glorioso Linus Games, con il quale abbiamo scritto “Il Trono di Mortadella“) non erano più coordinati e abbiamo iniziato a lavorare con tempi e modalità diverse.
Come le categorie di Bartle (di cui parlerò nel mio primo manuale di game-design) stabiliscono già da mezzo secolo che i giocatori giocano per motivi personali completamente diversi, così anche i motivi per i quali un gruppo di sviluppatori di giochi sta insieme sono i più variegati. E non sempre si armonizzano.

Quando è nato Helios Games avevo chiara solo una cosa: che avrei lavorato come un pazzo furioso per conseguire i miei obiettivi: scrivere giochi da tavolo; scrivere giochi di ruolo; non pagare più per entrare alle fiere di settore e, soprattutto, far diventare la passione un lavoro.

Nessuno dei quattro punti, per ragioni diverse, era facile.
E nessuno dei quattro punti era interessante per investitori esterni.
Erano quattro istanze personali.
Urgenti, esplosive e impellenti… Ma personali!

Avrei dovuto CREARE VALORE per qualcun altro, in modo che venisse notato e finanziato.


IL COLORE DEL VALORE

Ero un casual gamer, progettavo giochi andando a tentativi e stavo ricostruendo un gruppo di lavoro usando come parametro la simpatia personale…
In questa condizione così stramba l’unico colore che mi è venuto in mente per rappresentare Helios Games è stato… l’arcobaleno!
Ho cercato in rete un’immagine royalty free che rappresentassero poligoni/facce/forme dei più disparati colori e ho iniziato a usarla sia come sfondo, sia per definire il logo di Helios Games che, in questo modo, non aveva un solo colore ma li rappresentava tutti assieme contemporaneamente.

Nel mio intento, comunicare tanti colori e tante sfaccettature significava rappresentare la poliedricità delle mie competenze e la quantità di lavori diversi che avrei potuto fare per l’editoria ludica: sviluppo di giochi, playtesting, editing e proofreading dei testi, grafica e impaginazione, art direction delle immagini, consulenza di immagine per il lancio di prodotti… Insomma di roba avevo imparato a farne e volevo comunicare che ero in grado di fare tutto.

Alla fine quanto vuoi dire tutto va a finire che non dici niente.
Ma almeno quel logo era allegro.

Oggi, nel nuovo restyling di aprile 2022 ho rinunciato alla moltitudine di colori, rappresentando il logo con il solo nero tipografico. Una scelta. Un focus.
Ti parlo chiaro: nero su bianco.


UN CARATTERE FORTE

Volevo che il logo di Helios Games fosse costituito da un carattere tipografico moderno e informale ma allo stesso tempo di grande impatto. In modo che quando si fosse trovato affiancato da altri loghi, si sarebbe distinto per leggibilità. La scelta è andata quindi sul font Pluto, progettato nel 2012 da Hannes von Döhren, un talentuoso font-designer tedesco.

Per le iniziali H e G mi sono permesso un piccolo gioco grafico nel quale univo le lettere – come a dire che l’essenza di Helios si trova nei suoi Giochi e viceversa – alla quale ho aggiunto 5 triangoli che usano come epicentro la G, per rappresentare il Sole (=Helios)  e il concetto della nuova luce che avevo in mente di portare nell’ambiente del gaming.
Il numero 5 inoltre è un omaggio al Discordianesimo. Chi sa di cosa sto parlando… sa di cosa sto parlando.


IL PAYOFF

Se frequentaste il mio corso di Comunicazione e Marketing dedicato ai Mecenati King di Patreon sapreste perfettamente cos’è un payoff e, addirittura, ne sapreste scrivere di efficaci. Invece mi tocca di spiegarvi tutto. Anzi, lascio che lo faccia il dizionario Treccani. Se volete la mia definizione (spiegata in cinque lezioni del corso) bisogna che la paghiate.

Payoff: frase conclusiva e ricorrente negli annunci pubblicitari di un certo marchio per sintetizzare capacità di attrazione e fascino dell’azienda, comuni a tutti i suoi prodotti.

Non c’entra molto con la mia definizione ma per oggi questa è più che sufficiente.

All’inizio non ero davvero nessuno (oddio, non che oggi…) e sentivo il bisogno di qualificarmi in qualche modo.
La prima idea per il payoff fu di metterlo in latino. Volevo usare come matrice il detto HOMO HOMINI LUPUS, trasformandolo in un payoff positivo.
Se l’uomo è il lupo dell’uomo, nella mia visione il gioco è maestro dell’uomo.
Solo per creare questa frase si è aperto un vaso di Pandora.
Studenti, docenti, storici, latinisti… nessuno riusciva a concordare su come esprimere questo concetto senza perdere l’assonanza con il detto sui lupi.
Alla fine siamo giunti a un LUDUS MAGISTER HOMINUM: una frase 1) di cui non erano tutti perfettamente convinti, 2) che suonava altezzosa e 3) che aveva perso l’assonanza di cui parlavo prima.

Bene, tutto da buttare.

Nel frattempo avevo “promosso” Helios Games a divisione di Officina Immagine la mia agenzia pubblicitaria.
E così come payoff è stato scelto GAME & GAMIFICATION DESIGN: semplice e internazionale.

Col tempo mi sono accorto che da un lato era un payoff qualificante ma dall’altro era fin troppo generico. Dice tutto e quindi, come sempre, dice niente.

Con il restyling del 2022 ho capito che dovevo fare una scelta di campo, chiara e precisa. Scegliere un focus. Raccontare in poche parole la mia missione. La mia visione.
Sono bastati 5 minuti.
O, meglio, 5 minuti dopo oltre 5 anni di sedimentazione…
E mi sono ricordato che Helios Games nasceva con la volontà di rispettare l’UMANITÀ in tutti i suoi aspetti.
Helios Games non fa giochi che anche un’intelligenza artificiale potrebbe giocare (nonostante il mondo sia pieno di umani a cui piace questa roba).
Helios Games fa giochi umani. Che rispettano la volontà umana e fisiologica di risparmiare:
• TEMPO
• FATICA
• DENARO

Da sempre scrivo giochi veloci da leggere, espressi in modo che siano facili da capire e da insegnare, così che si possano “portare al tavolo” senza troppa preparazione. E senza murare uno zaino di scatole e pedine. E a un prezzo onesto (a volte sottocosto… ma magari di questo argomento ne parliamo in un altro articolo).

Ed ecco perché il nuovo payoff è GIOCHI SEMPLICI DA LEGGERE E DA SPIEGARE.

Questo è il mondo che voglio. Non solo a parole ma attraverso i fatti, concreti e quotidiani (vai alla pagina dei Giochi).
Perché, al di là della guerra mediatica che avevo iniziato con il personaggio del Vate – sopravvalutando l’intelligenza delle persone – io credo fermamente nella frase di Gandhi:

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

 

Diventa anche tu parte del cambiamento: patreon.com/heliospuofficial

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